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Il villaggio maya che ha detto addio alla plastica

Sulle rive del maestoso Lago Atitlán, uno dei più belli del mondo, negli altipiani del Guatemala, sorge il piccolo villaggio di San Pedro La Laguna, salito alla ribalta internazionale perché ha intrapreso una delle sfide ambientali più urgenti del mondo: l'inquinamento plastico. 

Dopo essere diventato sindaco di San Pedro La Laguna, Mauricio Méndez, un quarantenne appassionato di questioni ambientali, ha deciso di concentrarsi su qualcosa di molto importante per la sua comunità.

"Quando sono stato eletto, la discarica comunale era satura di plastica e la maggior parte dei rifiuti finiva nel lago. Avevamo bisogno di agire velocemente."

Dopo essersi consultato con la comunità e i leader religiosi (il villaggio ha una popolazione di circa 14.000 abitanti di cui il 90% è indigeno Maya).  Méndez ha ottenuto l'approvazione comunale per il divieto di vendita e distribuzione di sacchetti di plastica usa e getta, cannucce e contenitori di polistirolo. 

La legge 111-2016 è stata pubblicata nel Diario de Centro América il 7 ottobre 2016 ed è entrata in vigore otto giorni dopo. Esattamente dieci mesi dopo l’elezione del sindaco Méndez.

La drastica decisione non è stata senza polemiche. Il giovane sindaco ha ricevuto innumerevoli critiche da diversi settori della società, tra cui una denuncia alla Corte costituzionale contro il divieto, da parte della Camera dell'Industria del Guatemala insieme all'Associazione guatemalteca degli esportatori di materie plastiche.

Tuttavia il tribunale ha respinto la denuncia, per Méndez la lotta è valsa la pena: "l'80% degli abitanti della nostra città ha smesso di usare la plastica. Questo per noi è un vero successo. "

I commercianti che vendono cibo in contenitori di polistirolo o che distribuiscono la loro merce in sacchetti di plastica devono pagare multe di 15.000 quetzales, (circa 1.700 euro).
Il sindaco difende la sua severa legge “Mi rendo conto che questi tre elementi, cannucce, imballaggi di polistirolo e sacchetti di plastica, da soli potrebbero non avere molto significato, ma il lago era inquinato da questi prodotti. Il lago è la nostra vita. Abbiamo la responsabilità di lasciare questa eredità per i nostri figli".

 

Nel mercato di San Pedro La Laguna, adesso i prodotti alimentari vengono consegnati avvolti in imballaggi naturali, foglie di banano e sacchetti di stoffa. L'avanguardia è nella tradizione.
La nuova legge ha modificato le abitudini dei residenti, che poco alla volta  hanno iniziato a cambiare: 

"Ora andiamo al negozio di tortilla con un cesto, al panificio con i tovaglioli", dice la residente Dolores "Usiamo le foglie di banano presso la macelleria, andiamo a fare compere al mercato con un cestino o un grembiule da donna”.

Clemente González, nonno e venditore, sostiene con fervore la nuova legge. "Non vogliamo perdere la cultura di andare a nuotare nel lago e, per questo motivo, è necessario prendersene cura".

Berta Ángela, una casalinga, non credeva che i suoi vicini si sarebbero abituati così in fretta. Oggi va al mercato con il suo cesto fatto di foglie di palma, dove compra carne avvolta con una foglia di banano, come faceva sua nonna.

José Israel, un frutticoltore locale, è orgoglioso di non essere mai stato sanzionato. Dice che incoraggia i turisti a non buttare via la plastica e a raccogliere i rifiuti che vedono sul terreno "per il bene della natura, nostra madre".

Fernando, un macellaio che lavora nel mercato, pensa che eliminare la plastica sia l'opzione migliore: "Le foglie di banano servono allo stesso modo delle borse e non inquinano il nostro lago. I clienti li chiedono già. In questo modo saremo tutti più felici. "

Anche Maria, una timida venditrice che si occupa di pesce, ha adottato l'accordo con gusto e sebbene riconosca che "alcuni usano ancora le borse", esprime il suo desiderio che smettano di farlo e passino alle foglie di banano: "Sono migliori per l'ambiente. "

 Graciela comprende e sostiene la decisione del sindaco. Sta in piedi dietro il bancone della sua piccola panetteria di famiglia. I cambiamenti nel villaggio le ricordano la sua infanzia "A quel tempo i clienti quando volevano comprare una pagnotta di pane si portavano un panno da casa. Siamo tornati a questa tradizione”.

 

Un cambiamento riesce solo se cambia la mentalità delle persone, il sindaco Mauricio Méndez ne è perfettamente consapevole "La rivoluzione non significa prendere le armi, ma portare cambiamenti strutturali nella vita di ogni individuo".


L'inquinamento plastico è una delle sfide ambientali più critiche del nostro tempo. Le borse di plastica sembrano innocue e vengono utilizzate tutti i giorni. Sono colorate, trasparenti o con grandi loghi pubblicitari. Eppure impiegano in media da 150 a 200 anni per degradarsi, quindi costituiscono una minaccia per la salute del pianeta.

Quasi la metà di tutta la plastica che produciamo è destinata ad essere gettata via dopo un uso singolo e ogni anno circa 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei fiumi, nei laghi e negli oceani del mondo. La spazzatura plastica si degrada in microparticelle in grado di entrare nella catena alimentare.

 

 

 

 

 

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