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La sorprendente nuova vita dei chewing gum

Ogni giorno nel mondo vengono consumate migliaia di gomme da masticare, la maggioranza delle quali, purtroppo, finisce sul marciapiedi.
A chi non è capitato di vedere chiazze biancastre sulle strade, nelle stazioni ferroviarie, addirittura nei vagoni della metropolitana. Un gesto irresponsabile per l’ambiente e per il portafogli, solo a Londra per ripulire le strade dalla disattenzione di chi getta il proprio chewing gum a casaccio, il governo spende 150 milioni di sterline l’anno.

Ed è proprio una giovane londinese, Anna Bullus, ad aver avuto un’idea geniale, a un certo punto si è chiesta se fosse possibile trasformare quella roba appiccicosa per dare vita a nuovi oggetti.  

Comincia a fare esperimenti nel laboratorio di chimica dell’università di Brighton, finché dopo quattro mesi non trova la soluzione, scoprendo che l’ingrediente principale, la gomma base, è un polimero simile alla plastica.  

Nel 2009 fonda la Gumdrop Ltd e comincia a produrre contenitori, righelli, plettri per chitarre, tazze, posate, cover per cellulari, frisbee, stivali per la pioggia, fermaporte, pettini, suole per le scarpe, ciotole per cani, decorazioni per biciclette e yo-yo. Tutti oggetti ricavati dalle gomme da masticare.

Per recuperare le gomme usate, Anna Bullus ha un’altra idea geniale, crea dei contenitori a forma di bolla di colore rosa brillante. Un messaggio accanto ai contenitori spiega che ogni gomma raccolta verrà riciclata in nuovi oggetti.
Oggi i suoi inconfondibili cestini rosa si trovano all’Università di Winchester, in cui vivono e lavorano circa ottomila persone, all’aeroporto di Heathrow, che in soli tre mesi ha risparmiato 6000 sterline per la pulizia dei pavimenti. Ma anche in più di 25 stazioni ferroviarie della Great Western Railway, a Legoland e in alcuni centri commerciali.
I contenitori non hanno improvvisamente risolto il problema (le gomme da masticare usate sono tra i rifiuti più diffusi nelle strade, subito dopo i mozziconi di sigarette), ma hanno iniziato a cambiare il comportamento delle persone.

Per la sua idea innovativa, Anna Bullus ha ricevuto diversi riconoscimenti. Nel 2010 il Financial Times l’ha nominata tra le 50 donne del World Business Ranking.

Nello stesso anno è stata inserita nella classifica delle 35 donne sotto i 35 anni capaci di cambiare il futuro.
Nel 2011 è stata selezionata come “Grand Designs Green Heroes”. Nel 2012 è stata premiata con il titolo di "Designer and House Eco of the Year Award”.

Oggi la Gumdrop Ltd collabora con produttori e aziende di tutto il mondo e continua ad educare il pubblico sull’importanza del riciclo.

Speriamo di vedere presto anche in Italia questi contenitori rosa

 

 

 

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