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Quando la Natura incontra la Street Art

Per molti i disegni sui grigi muri di periferia sono atti di vandalismo, scarabocchi senza alcun senso realizzati con le bombolette spray con il solo scopo di imbrattare i muri, invece la Street Art nasce negli anni 70 come forma di protesta.
L’obiettivo di questa nuova forma di comunicazione è di portare colore e poesia ovunque ci sia squallore e trascuratezza, abbellire i quartieri periferici, riqualificare lo spazio urbano, far sorridere e soprattutto far riflettere, perché spesso i disegni nascondono un preciso messaggio di denuncia contro i danni dell’urbanizzazione selvaggia.

 

 Proprio perché l’arte di strada nasce in un contesto urbano, tra il cemento e l’asfalto, dovrebbe stare agli antipodi dalla natura. Invece è esattamente il contrario, gli artisti urbani sono capaci di valorizzare gli spazi verdi anche minimi, riuscendo a “vedere” oltre il disegno. Grazie all’utilizzo di alberi, piante, cespugli, fiori e perfino ciuffetti d’erba che spuntano tra le fessure del marciapiedi, vanno oltre le classiche due dimensioni, riuscendo a creare personaggi e animali che non avremmo mai pensato potessero nascondersi “in mezzo a noi”.

 

Guardando la galleria potete rendervi conto da soli che non si tratta di semplici imbrattatori o di vandali, in molti casi sono artisti diventati famosi, come David Zinn che utilizza i gessetti per creare inconfondibili animaletti e alieni verdi; come l’italianissimo Blu, considerato uno dei migliori dieci street artist sul mercato, che dipinge in tutto il mondo opere di fortissimo impatto sociale con forti contenuti di denuncia ambientale.  Oppure come Banksy, i cui graffiti sono talmente famosi da essere venduti all’asta, le ultime quotazioni complessive delle sue opere superano i 6 milioni di dollari.

 

Sarebbe bello che anche le grigie periferie di Viterbo, i quartieri satelliti nati intorno alla città, i mostri edilizi cominciati e poi abbandonati, potessero essere rallegrati dalla Street Art.    

  

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