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Warka Water, l'albero della vita

Si stima che nel mondo 780 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, sono dati impressionanti ma che difficilmente ci colpiscono sul serio, finché non vediamo con i nostri occhi non ci rendiamo conto della gravità della situazione. Solo a quel punto scatta la voglia di fare qualcosa di concreto.
È accaduto a un architetto, già considerato l’alchimista del nuovo millennio, Arturo Vittori, nel 2012 durante un viaggio nei remoti villaggi sull’altopiano nella regione nord-orientale dell’Etiopia, ha visto con i suoi occhi la drammatica realtà degli abitanti.  Un ambiente naturale spettacolare ma, purtroppo, privo di acqua, un lungo calvario quotidiano che coinvolge donne e bambini in chilometrici viaggi verso la fonte d'acqua più vicina.

Determinato a migliorare le condizioni di vita degli abitanti dei villaggi, Arturo Vittori ha avuto una brillante intuizione, che ha sviluppato insieme al suo team internazionale di progettazione.
L’architetto viterbese si è ispirato al modo in cui gli organismi naturali raccolgono l’acqua, è stato proprio osservando gli alveari di termiti e le spine di cactus che è giunto alla soluzione, ha combinato questi elementi con l’artigianato etiope utilizzando materiali locali, come bambù e canapa. Ne è venuta fuori una struttura intrecciata, alta 12 metri, capace di raccogliere il vapore acqueo dall’atmosfera, a cui è stata data la beneaugurante forma dell’albero locale, il Warka, un grande albero di fico.

La Warka Water funziona in modo molto semplice, all’interno della struttura di bambù, c’è un tessuto a rete che serve a intrappolare la condensazione quotidiana dovuta all’escursione termica. Quando le goccioline di rugiada o di nebbia si formano nell’aria, restano intrappolate nella rete, a quel punto per forza di gravità scorrono lungo la base della torre, fino al serbatoio. Grazie ai soli fenomeni naturali è possibile raccogliere ogni giorno tra i 50 e i 100 litri di acqua potabile, in modo sostenibile e igienico.

 Immediatamente il progetto è stato lanciato sulla piattaforma di Kickstarter per trovare finanziatori, ogni torre costa all’incirca 1000 dollari e può essere costruita in meno di una settimana da quattro persone e con materiali disponibili localmente. Le strutture sono progettate per essere di proprietà degli abitanti del villaggio e servire come spazio di aggregazione della comunità.

 Nel maggio del 2015, Arturo Vittori e il suo team hanno installato la prima torre Warka in Etiopia, più precisamente a Dorze, un piccolo villaggio rurale.

Anche se il primissimo prototipo di Warka Water, è stato testato ed installato in Italia, a Bomarzo (provincia di Viterbo).

Oggi hanno ancora bisogno di finanziatori per portare l’albero dell’acqua in altre comunità isolate, dislocate in diverse aeree geografiche come Haiti, Madagascar, Colombia, Brasile, India, Sumba e Nepal.


La produzione in serie di Warka Water è prevista per il 2019.

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