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Mitahara, la dieta dell'equilibrio per chi pratica yoga

Quale dovrebbe essere l’alimentazione per chi pratica yoga?  La risposta è nei testi sacri dell’induismo, che offrono delle linee guide da seguire, una filosofia dell’alimentazione che si può riassumere nella consapevolezza di ciò che mangiamo.
Nella Bhagavad-gita è scritto «più la dieta è sana e pura e più c’è limpidezza interiore».

Il Mitahara è la dieta alimentare più idonea per chi pratica yoga, il termine viene dal sanscrito, mita significa "misurato" e ahara significa "cibo", l'abitudine al cibo moderato.
«Riempi metà dello stomaco con cibo sano, un quarto con acqua pura, il resto lascialo libero».

Un altro testo indiano, il Hathapradipika, indica quali sono i cibi consigliati: «I buoni cereali: grano, riso, orzo e sastika (una varietà di riso), latte, ghee, zucchero, burro, dolci di zucchero, miele, zenzero secco, il frutto di patolaka (o paravara, una specie di cocomero), le cinque verdure fogliose, ceci verdi ed acqua di pioggia [sono considerati cibi sani per lo yogi progredito»

Oggi sarebbe meglio evitare l’acqua piovana e siccome non tutti gli alimenti consigliati sono facilmente reperibili in Italia, sostituirli con altri che ci sono più familiari. L’importante è seguire una cucina povera impiegando per la maggior parte vegetali.  

Prima dello yoga sarebbe preferibile non mangiare né bere, è consentito bere un tè verde un’ora prima della pratica.

Dopo lo yoga, invece, il menù ideale è frutta, minestrone in quantità moderata oppure uno yogurt con muesli.

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