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L'etica e gli alberi.

Taglio e copio una definizione da wikipedia. 
L'etica (termine derivante dal greco antico ἔθος (o ἦθος), èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine") in filosofia indica una branca di tale disciplina che studia i fondamenti razionali che permettono di assegnare ai comportamenti umani uno status deontologico, ovvero distinguerli in buoni, giusti, leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti ingiusti, illeciti, sconvenienti o cattivi secondo un ideale modello comportamentale (ad esempio una data morale). 

Ora, mi chiedo, riferendomi alla mia città, dove siano relegati i comportamenti buoni, giusti, corretti. Eh si, perché pensandoci bene, qui sono anni che tutto è fermo, anzi, in alcuni casi, in marcata regressione. E' ferma la crescita, diminuita l'educazione, crollato il decoro, la sicurezza, l'efficienza. Questo è un posto dove una giunta comunale è convocata per una certa ora e, all'ora prevista, a malapena si riesce a trovare gli uscieri. 
Basta leggere qualche titolo di questi giorni.. un assessore (la cui presenza è passata totalmente inosservata) si dimette. Dopo poco, un altro, di pari capacità e presenze, fa la stessa cosa. Bene dicono, male dico io. 

Mi spiego: la città ha bisogno di partecipazione, di idee, di azioni, di pragmatismo, di facilitazioni, di semplicità intelligente, di comunicazione chiara, comprensibile a tutti. 

La politica invece ha trasformato tutto in una bega tra padroni, in lotte di partito, in faide di ideologia e di complicata filosofia, condotte con sofismi ed equilibrismi verbali. 

Come se non ci fossero priorità, come se non ci fosse speranza, nè futuro. Come a dire: "A cosa serve occuparsi di cosa pubblica?" "A cosa servono i cittadini?", "Perché dovremo occuparci di loro?" Ormai i loro voti sono stati prodotti, se ne riparlerà poi, adesso facciamo i nostri sporchi giochi. 
Le dimissioni? Frutto di un accordo politico, di un rimpasto di poteri, di una miscelazione di correnti, cominciata da un capogruppo di partito sfiduciato, censurato, che dice che "si naviga a vista". E lì, levata di scudi, sulle parole, senza fatti. Solo sulle parole. Nel frattempo tutto rimane immutato, progetti, idee, leggi, ordinanze. 
Stesse situazioni di degrado, di applicazione delle NON regole, Stesso caos. 

I fatti, da due anni, mancano. Ma anche prima era stato così.
Nulla cambia, tutto rimane. 

Prendo parole da altri post che raccontano quel che accade. Meno di una settimana fa riprendevo notizie dai giornali sul web: "Nel frattempo Insogna e Moltoni (nomi riportati dalle testate, ma potrebbero essere altri, cambierebbe poco) difendono i dissidenti Pd e attaccano Michelini (il munifico Sindaco) che è attaccato anche dall'Ncd in maniera diretta e indirettamente attacca Taborri (un altro) che, nel frattempo, è contro il suo partito e dice “sono io che sfiducio i coordinatori”…. 

Come dicono i radical chic: solo fuffa! il nulla trasformato in parole. 

In tutto questo oggi ho visitato un parco. 
Ho visto bambini che giocavano, mamme che gonfiavano palloncini e distribuivano carezze, padri che si riprendevano con le telecamere e che discutevano di calcio, che accompagnavano genitori anziani, che godevano del fresco e si indignavano per dei cancelli che hanno limitato uno spazio. Perché quello spazio è stato destinato ad esser spazio sacrificale. Uno spazio che permetterà di spendere 700 mila euro per una cosa che non serve ma che dovrà esser fatta. A tutti i costi. 
E quella gente, di fronte a quelle transenne, mi ha convinto che l'etica oggi è rimasta solo nei bassi, fra l'erba non tagliata, fra le panchine auto-costruite, fra le mani tonde di un bambino che piange sulle spalle sicure di un padre, quel padre che non perde occasione per andare a cullare la speranza, la sua speranza, di fronte a due querce.

Perché in quella piccola partecipazione, di fronte ai grandi numeri di un quartiere enorme, e totalmente indifferente, si cela la speranza di un mondo corretto. Una nicchia encomiabile di solidarietà, di logica elementare, di cortesia, di fedeltà. 
Una piccola partecipazione immune alla devianza che vorrebbe godere solo di spazi, di verde, di ombre. 

E nella visione romantica della cosa compare, traspare innegabile, la certezza che nessuno, ancora una volta, è in grado di spiegare il perché e, men che mai, affermare delle cose che siano incontrovertibili. 
Nessuno. 
Perchè le promesse, le rassicurazioni, son tutti capaci a farle. 
Enunciare un fatto, che sia innegabile, letteralmente impossibile.
In pratica, oltre all'etica, qui non si trova più neanche la verità.

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