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Sextortion, truffe costruite sulla vergogna

Un reato in continua crescita, la Sextortion si diffonde sempre più attraverso i social network e i vari siti d’incontri.
La parola Sextortion è un neologismo, nasce dall’unione tra due termini inglesi Sexual e Extortion, estorsione sessuale, un ricatto basato sulla minaccia di rendere pubbliche foto, conversazioni e video privati dall’esplicito contenuto sessuale.

La vittima ideale è di sesso maschile, sposato, con figli e con voglia di trasgredire. Tanti, troppi uomini adulti, alle prese con le tipiche insicurezze di chi teme l’avanzare dell’età, il bisogno di sentirsi ancora capace di conquistare una donna giovane e bella. 

La dinamica segue sempre lo stesso copione, la vittima accetta incautamente la richiesta d’amicizia di una donna avvenente. In questo modo si ritrova a chattare con profili falsi, dietro i quali si nascondono dei truffatori specializzati in estorsioni.  La vittima, infiammato da foto sempre più erotiche e da conversazioni sempre più piccanti, si lascia convincere a mandare proprie foto o filmati. A quel punto scatta il ricatto: se la vittima non paga la cifra richiesta, vedrà pubblicati i propri filmati su Youtube e le proprie foto intime saranno pubblicate o inviate sui profili Facebook di familiari e amici.

 È proprio la vergogna di farsi scoprire in atteggiamenti inequivocabili, la paura di sentirsi ridicoli, l’umiliazione per l’esposizione pubblica della sfera più intima, che spinge le vittime a pagare. Perché quelli che denunciano sono solo la punta dell’iceberg e parliamo di più di mille denunce l’anno, dal 2013 sono stati registrati solo in Italia più di cinquemila casi. Dati parziali rispetto alla reale entità del fenomeno. Un “giro d’affari” miliardario, se pensiamo che un singolo ufficio di trasferimento di denaro internazionale (la maggior parte di questi criminali opera in paesi stranieri) vede passare ogni giorno anche 7.000 euro provenienti dai ricatti del Sextortion.

 La polizia postale è impegnata in una costante attività di prevenzione, anche attraverso la pagina facebook “Una vita da social”, dove pubblica una serie di raccomandazioni e consigli per difendersi da questo fenomeno.  


La regola basilare resta quella di usare il buon senso, non accettare richieste di amicizia da persone sconosciute, evitare di avere conversazioni troppo intime con profili dalla dubbia identità e mai inviare foto compromettenti.
Tutto ciò che viene condiviso online può diventare di pubblico dominio e può essere visto dai vostri amici, dai vostri parenti, dai vostri colleghi e dai vostri vicini di casa.   

Inoltre un consiglio per i genitori, avete il dovere di parlare di sextortion anche con i vostri figli, perché gli adolescenti, per la loro fragilità emotiva e curiosità sessuale,  sono tra i bersagli preferiti di questi criminali. Ricordate che ricevere un ricatto del genere per un adolescente è devastante. E in Italia, a seguito di questi casi, ci sono stati già quattro tentativi di suicidio documentati.                           

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