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La delusione dei Camilli: cerchiamo di analizzare i perche'

Negli ultimi giorni la famiglia Camilli sta lasciando intendere la possibilità di lasciare la squadra a fine stagione, forse delusione o pentimento per aver acquistato la Viterbese?
Non sappiamo da dove arrivi tutto questo rammarico, in quest’articolo cerchiamo di analizzare, con obiettività e assoluta buona fede, ogni probabilità in cerca di una possibile spiegazione.

Il motivo della delusione di Piero Camilli è da attribuire ai tifosi? Noi escluderemo a priori questa eventualità, considerato l'attaccamento che i tifosi della Viterbese hanno sempre dimostrato a Piero e ai suoi figli. Impossibile dimenticare il pullman, messo a disposizione dal presidente durante gli spareggi tra Viterbese e Nocerina, nonostante siano passati molti anni. Con quel gesto il presidente Camilli si guadagnò la stima e il rispetto imperituro da parte dei tifosi.

Forse il motivo della delusione è da attribuire al mondo calcistico provinciale? La famiglia Camilli gravita nel mondo del calcio ormai da decenni, ha iniziato le sue prime sfide sui campi proprio in provincia, con il Grotte di Castro. E qui sono cominciati i primi rancori e le prime inimicizie. Chi conosce i Camilli sa che difficilmente amano perdere, avere avuto la possibilità di creare squadre vincenti, potrebbe essere stato motivo di risentimento per realtà calcistiche meno forti e con minori mezzi.
Come dimenticare gli insulti ricevuti dalla Viterbese a Soriano o quelli più attenuati a Monterosi. Potrebbe essere che il presidente Camilli, sia deluso dal comportamento delle società della nostra provincia, le quali preferiscono mandare le loro giovani promesse a elemosinare provini in giro per l’Italia, negando, di fatto, a questi ragazzi l’opportunità di far carriera a due passi da casa, pur di non far vincere la principale realtà sportiva della provincia.
Sperando che questi dissapori si appianino, ci chiediamo se bastino queste piccole ripicche a determinare la vendita di una squadra in odor di promozione a livello professionistico.?

Magari il motivo della delusione è da attribuire a problemi con la stampa? Il giornalista sportivo locale lavora in un campo minato, se scrive troppo a favore della propria squadra, è facile essere accusato di servilismo o faziosità per palese attaccamento ai colori della Viterbese. Se, viceversa, scrive contro, c’è il serio rischio di essere considerato un nemico. Non sempre è possibile scindere il tifoso dal giornalista, certo bisognerebbe attenersi ai fatti e riportare le notizie così come stanno, ma se qualche volta, i nostri giornalisti possono aver esagerato, in un senso e nell’altro, è sempre e solo per l’affetto verso la squadra, non crediamo che bastino degli articoli di fede calcistica per determinare una frattura insanabile tra il presidente e la città.
Allora il motivo della delusione è da attribuire a problemi con il Comune? Spesso la famiglia Camilli si è lagnata dei problemi di comunicazione e della mancanza di collaborazione con l’amministrazione. In effetti, la politica viterbese ha sempre sottovalutato l’importanza del calcio, prendendo sotto gamba le reali intenzioni e le enormi potenzialità della famiglia Camilli.
C'è da dire che ora il Comune ha fatto eseguire il rifacimento del manto erboso. Ed è subito corso ai ripari in vista dei play-off con la storia del muretto crollato. Si sta adoperando per sbloccare dei soldi che saranno restituiti alla famiglia Camilli. E in caso di promozione sta valutando seriamente la possibilità di costruire una nuova tribuna dal lato di Pratogiardino. Insomma perché abbandonare proprio ora che qualcosa comincia a muoversi?

Oppure il motivo della delusione è da attribuire alle persone che circondano i Camilli? Si sa, ognuno tra noi ha un carattere diverso e anche tra i collaboratori ci saranno persone con temperamenti differenti. Ci saranno quelli che stanno in silenzio ingoiando rospi di ogni tipo e quelli che vivono con la speranza perenne di raccogliere qualche briciola dal piatto. Ci saranno quelli che non hanno timore di esprimere le proprie perplessità, cercando di mostrare il rovescio della medaglia di ogni scelta. E ci saranno quelli che dicono sempre di sì perche è più facile compiacere per ottenere la riconoscenza. Queste dinamiche non dobbiamo ricordale noi, sono simili in ogni gruppo lavorativo.
Ci sembra ovvio che in una società che funzioni, il team di collaboratori sia più che collaudato. Se così non fosse sarebbe più facile cambiare qualche pedina che rinunciare del tutto al gioco.

Non sappiamo se oltre a quelli elencati in quest’analisi all’acquacotta, possano esserci altri punti che hanno determinato la delusione del nostro presidente. Noi speriamo che qualsiasi possa essere il motivo, sia presto appianato, perché vorremmo che la famiglia Camilli restasse al timone della Viterbese e la accompagnasse in questa salita tra i professionisti, che ci auguriamo, lunga e piena di soddisfazioni. Andarsene ora sarebbe una sconfitta senza rimedio. Per la famiglia Camilli e per tutti quelli che amano la Viterbese.

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Commenti

22/05/2015
08:48:15
perchè? (inviato da franco)
Se mollano i Camilli i politici viterbesi è meglio che chiedano asilo in Siria... Stanno di sicuro più al sicuro li che a Viterbo. Colpa loro.. SOLO LORO! Da na vita che fanno di tutto per distruggere lo sport a Viterbo.

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