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Castel D'Asso sotto i riflettori con un semplice Pic Nic

Sabato 25 aprile l’associazione Viterbo Civica ha organizzato un pic nic in zona Castel d’Asso, oltre cinquanta persone si sono ritrovate ad abbrustolire salsicce all’ombra della torre e dopo hanno condiviso una passeggiata naturalistica alla necropoli rupestre.  L’appuntamento è stato organizzato per continuare a tenere accesi i riflettori su uno dei luoghi potenzialmente più ricchi di opportunità lavorative del viterbese, ma anche per far conoscere le bellezze e la storia, troppo spesso ignorate, del nostro territorio.


Al pic nic ha partecipato anche Riccardo Valentini, vice capogruppo del Pd al consiglio regionale del Lazio, il quale dopo aver attraversato il ponte di legno un po’ scalcagnato che collega la zona dell’antica Axia alla necropoli, si è indignato delle condizioni del fiume Urcionio. Sebbene le acque fossero appena state filtrate dal depuratore, sulla superficie c’era tantissima schiuma, segno evidente che il depuratore non funziona come dovrebbe, oppure è insufficiente per il numero di abitanti.
L’Urcionio, ricordiamo è il fiume sacro agli etruschi, che probabilmente costruirono la città di Axia in quel punto proprio per la vicinanza del corso d’acqua, purtroppo con l’avvento della civiltà è stato trasformato in una fogna che raccoglie gli scarichi e i liquami di Viterbo, giustamente interrato all’inizio del secolo scorso proprio per evitare il fetore.
Riccardo Valentini ha promesso che cercherà di fare qualcosa, magari anche in collaborazione con gli altri comuni attraversati dall’Urcionio.

Per il resto come abbiamo più volte scritto Castel d’Asso, potrebbe essere una ricchezza enorme per la città di Viterbo, riconosciuta su alcuni siti di etruscologia come la necropoli rupestre più bella d’Italia, nonostante la mancanza di segnaletica e di una pagina web istituzionale accoglie lo stesso numerosi turisti che si spingono fin qui attratti dai misteriosi etruschi. Se fosse anche pubblicizzato e tenuto nelle stesse condizioni in cui sono tenute le necropoli toscane, potrebbe accogliere un flusso di turismo molto più ampio e diventare fonte di guadagno per tante famiglie.

 

 Un nostro vecchio articolo su Castel D'Asso  

 

(Foto Daniele Camilli) 

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