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Apro il giornale e leggo che...

Apro il giornale e leggo che...
Mutande ai piccioni, 475 mila euro di contributi RSA che ci sono ma non si sa dove sono, buoni mensa scolastici che non si sa ancora quanto costano, sindaco e vice che dovrebbero chiedere scusa ai genitori, sindaco e vice che dicono di aver ereditato i problemi.

Genitori colpiti dagli aumenti che minacciano di scendere in piazza, genitori che credono a una promessa e non scendono più in piazza, genitori che si incazzano perché qualcuno non ha mantenuto la promessa.

E ancora, decadenza sindaco, decadenza consigliere, bancarotta di Tizio, bancarotta di Caio, indagini sugli appalti, appalti da indagare, corruzione in camera mortuaria, accaparramenti di funerali, buche come voragini, foto di degrado, immondizia sparsa ovunque.

Verde curato come se non ci fosse un futuro, verde sempre più acceso nelle nostre tasche, velate intimidazioni, nervi tesi, risposte in fil di spada.

E potrei continuare.
Questo è quello che troviamo tutti i giorni sui giornali.

Mai una soddisfazione!

La città della cultura (?), la città del volontariato (?), la città della macchina di Santa Rosa, delle fontane, del palazzo Papale, del Conclave, del quartiere medioevale, di Caffeina, della torre dei Priori, del calcinculo e dei tanti calci nel sedere.

La città dell’ipocrisia.

Dove l’interesse comune non è mai comune, dove ognuno cura il proprio orticello e di orticelli ce ne sono troppi, dove ancora si crede alle promesse dei politicanti, dove questi ultimi non hanno ancora capito il loro ruolo.
La città dove c’è una maggioranza allo sbaraglio, un'opposizione che si arrampica sugli specchi, nuovi partiti e partitelli emergenti che cercano spazio, vecchi partiti e partitelli che cercano di non lasciare spazio.

La città del “chimmincula”, dell’esticazzi, dell’armiamoci e partite, della gente dietro le finestre a guardare gli altri combattere anche lo loro battaglie, della critica e del mugugno, della rabbia e della vigliaccheria, del distruggiamo tutto “ma Sabato no, devo fare la spesa”, del “non è compito mio”, della colpa è sempre degli altri.

La città delle opere perse, delle bellezze svendute, dei quadri che si vorrebbero prestare, delle carrozze smontate in magazzini polverosi, delle statue che spariscono, delle “macchine” abbandonate allo sfregio del tempo, della “macchina” a Milano, della “macchina” a piazza del Comune, delle troppe macchine in piazza del Comune.

La città con il ghetto, con il quartiere degli immigrati, le case popolari riscattate e affittate in nero, piccoli appartamenti fatiscenti affittati a una persona e abitati da dieci, proprietari che cadono dalle nuvole, razzisti e buonisti, colpevolisti e innocentisti, ruspaioli, pistoleri, giustizieri della notte, la protezione di uno schermo video, il coraggio di una tastiera.

La città dove hanno rubato “solo sei autoradio”, la città tutto sommato tranquilla, dove il problema sicurezza non esiste ma è tangibile, dove invece della Luna si guarda il dito che la indica, dove tutto si minimizza, dove la cecità regna sovrana, dove si guarda al futuro ma non ci si accorge del presente, dove l’ambizione dei singoli prevale sugli interessi della comunità, dove i soldi non ci sono ma quando servono per cose inutili si trovano, dove si spendono quarantamila euro per una mostra ma si lascia dormire la gente in strada, dove ci si preoccupa della cacca dei piccioni ma non si vede la merda che ci sommerge.

La città dove tutto va bene, dove da anni comandano i soliti, gli intoccabili, le famiglie potenti.
Dove si mandano in malora le Terme e il Bullicame, dove l’acqua sulfurea c’è solo per chi ha i soldi e per chi la ruba, dove la nuova imprenditoria viene repressa dalla vecchia, dove si arricchiscono sempre i soliti e affanculo tutti gli altri.

Questa è Viterbo, la città che vorrei diversa, la città che non merita questi cittadini, la città che merita il “calcinculo”, ottima simbologia del funambolico Rossi.

Buongiorno Viterbo, buongiorno Viterbesi.
Buongiorno un c....!

Di Giancarlo Paglia

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Commenti

01/11/2015
18:02:08
Già comandante della polizia municipale (inviato da Alfredo matteucci)
Sono pienamente d'accordo con quanto scritto nell'articolo scritto dal sig. Giancarlo paglia. Mi corre l'obbligo di segnalare un piccolo ma significativo episodio di una studentessa olandese ospite per un mese di una famiglia viterbese. Alla richiesta di citare cosa gli era rimasto impresso del soggiorno a viterbo, ha risposto che non aveva visto mai una città così piena di buche sulle strade. È' evidente cari amministratori che non ci siamo ...... Siamo però veramente a carissimo amico..se non siete capaci di risolvere questo problema.. Questo, per concludere, e' chiaro che i turisti ci vedono come, del resto siamo veramente disastrati.

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