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La semplicità fa Poesia

VITERBO CIVICA: Passeggiata notturna tra la danza delle lucciole.

Cos'è la creatività? Un incontro tra emoziomi e capacità di trasformare la semplicità in bellezza.

Anche questo è senso civico.

Porre l'attenzione su ciò che di spettacolare la natura ci offre nel quotidiano e che, troppo spesso, passa inosservato o peggio viene deturpato.

Riscoprire la bellezza, apprendere piccole nuove nozioni, trasmettere ai bambini (e non solo) l'importanza del rispetto dell'ambiente, il tutto in piacevole compagnia: questi gli ingredienti della passeggiata notturna organizzata dall'associazione Viterbo Civica, la sera del 28 giugno 2016, per osservare uno sciame di lucciole lungo la strada Palanzana di Viterbo.

Il concetto di base è il rispetto: bisogna restare in silenzio e guardarsi intorno, comprendere che quando si getta qualunque cosa in terra, si sta uccidendo ciò che di bello ci circonda.

Lo spettacolo risveglia in tutti la capacità di meravigliarsi.

I bambini esclamano ripetutamente "ma sembrano lucine di Natale!" In effetti sembra troppo bello e surreale per non pensare che ci sia dietro un inganno artificiale.

È dai bambini che parte lo spunto per qualche curiosità: esistono diversi tipi di lucciole e diversa è l'intensità della luce emessa, questa si manifesta nella fase del corteggiamento ed avviene quando, in presenza di ossigeno, la luciferina si ossida trasformandosi in ossiluciferina. Questo fenomeno prende il nome di danza nuziale delle lucciole.

Amaro in bocca all'idea che, a causa dell'inquinamento e dei pesticidi, siano in via di estinzione.

Nell'oscurità il trepidìo della luce che brilla sull'erba umida si lascia ammirare dai presenti incantati, un cielo stellato fa da cornice.

Ci si saluta, portando con sè un'emozione comune che evoca alla mente la frase della scrittrice del romanzo Va dove ti porta il cuore, Susanna Tamaro, ovvero l'essere stati "sospesi tra la poesia delle lucciole ed il fuoco divampante delle stelle."

Alla prossima piccola ma grande scoperta!

Scritto da Maria Rita Pieri

Fotografie di Leonardo Persi

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