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UDT: quella segnaletica non è a norma

Che i nostri amministratori non siano particolarmente avvezzi alla gestione sensata della res publica se ne sono accorti anche i più campanilisti del PD. Ma pochi avrebbero immaginato che sarebbero potuti arrivare addirittura all’installazione di segnaletica stradale non a norma.

Tralasciando per un momento la fantasiosa risoluzione del problema dissesto stradale, basta leggere qualche riga del Codice della Strada per capire che i dilettanti allo sbaraglio non erano soltanto alla Corrida.

E’ giusto specificare che tutti i segnali devono essere rigorosamente conformi alle forme, dimensioni, colori, simboli e caratteristiche prescritte dal regolamento di esecuzione del Codice della Strada approvato con D.P.R. del 16/12/1992 n. 495 e come modificato dal D.P.R. 16/09/1996 n. 610 obbligatoriamente certificati come da normativa ministeriale n. 3652 del 17 giugno 1998 o meglio ancora autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che oltre a garantirne la conformità alla norma europea UNI EN 12899-1:2008 ne autorizza la sua costruzione.

Ora, appare evidente che, come riportato in questa ultima riga, esiste una normativa ministeriale che non è stata tenuta minimamente in considerazione, visto che di costruito, sui “cartelli” affissi per le strade oggetto dell’ordinanza, c’è ben poco, se non nulla. L’Art 77 comma 5 cita testualmente: “È vietato l'uso di segnali diversi da quelli previsti nel presente regolamento, salvo quanto esplicitamente consentito negli articoli successivi, ovvero autorizzato dal Ministero dei lavori pubblici, Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.”

L’Art 79 comma 5 impone che “Tutti i segnali devono essere percepibili e leggibili di notte come di giorno.” E ancora al comma 7 “In ogni caso tutti i segnali, con eccezione di quelli aventi valore solo nelle ore diurne e di quelli con illuminazione propria, di cui gli articoli 156 e 157 ancorché posti in zona illuminata, devono essere rifrangenti in modo che appaiano di notte con le stesse forme, colori e simboli con cui appaiono di giorno”

In realtà ce ne sarebbero molti di articoli del regolamento che non sono stati rispettati, tra cui anche quello delle dimensioni, visto che, sempre da C.d.S. la dimensione minima del diametro dei segnali di obbligo è di 40 cm. Senza bisogno di un metro regolamentare, i fogli A3 su cui sono stampati i “segnali” sono standardizzati: 29,7 x 42,0

Resta inteso, pertanto, che indipendentemente dall’ordinanza emanata, visto che le amministrazioni locali non possono legiferare sugli organi superiori e visto che la segnaletica apposta non corrisponde neanche lontanamente alle disposizioni Ministeriali, con un vizio di forma del genere viene a decadere qualsiasi tipo di obbligo e che in caso di sinistro regolarmente verbalizzato, il Comune non può esimersi dal pagamento dei danni arrecati.

Sarebbe ora che chi varca giornalmente la soglia di Palazzo dei Priori, prendesse coscienza della propria incapacità, del proprio lassismo e dell’inadeguatezza con cui amministrano. Magari sollevandosi dall’incarico con mestizia ed umiltà: ultimo scalino della dignità.

Alessia de Rubeis

Coordinamento Unione Della Tuscia – Circolo “Città di Viterbo”

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